Commento ai rendimenti – dicembre 2025
Mercati poco mossi in attesa delle mosse della FED, che ha poi confermato il taglio dei tassi di 25 punti base. L’economia USA mostra ancora elementi positivi, soprattutto sull’inflazione, mentre prevale maggiore prudenza sul mercato del lavoro. I timori di una bolla sull’intelligenza artificiale escludono la possibilità di un “rally di Natale”.
Il mese di dicembre.
I mercati finanziari nella prima parte del mese hanno avuto un tono generalmente prudente, in attesa in particolare delle successive mosse della FED in merito a un possibile e ulteriore taglio dei tassi. Il clima di attesa non ha particolarmente mosso il mercato obbligazionario, che ha rilevato dei rendimenti stabili, mentre l’azionario ha beneficiato maggiormente delle prospettive di crescita degli utili.
Il taglio è poi stato confermato, con una decurtazione di 25 punti base, che ha portato il tasso di riferimento USA in un range compreso tra il 3,50% e il 3,75%. La mossa della FED tiene conto dell’andamento macroeconomico del paese, anche se con il condizionamento legato allo shutdown dei mesi precedenti. In ogni caso la maggiore preoccupazione riguarda un possibile indebolimento del mercato del lavoro nei prossimi mesi, mentre l’andamento stabile dell’inflazione suggerisce maggiore ottimismo. I mercati ora si attendono una pausa ma non è escluso un possibile ulteriore ritocco verso il basso nel corso del 2026.
Buona la reazione dei mercati, soprattutto per quanto riguarda l’azionario: Wall Street ne ha approfittato per proseguire i rally rialzista, mentre i bond proseguono un andamento stabile e contenuto.
Il moderato ottimismo sulle dinamiche monetarie USA si è scontrato, poi, con i timori di una tenuta nel tempo del settore dell’intelligenza artificiale, alimentando quindi i possibili rischi di una bolla settoriale a causa dei timori relativi alle valutazioni elevate delle società legate al comparto AI, come paventato anche nei mesi precedenti. Questo aspetto ha di conseguenza generato un po’ di volatilità sulla componente azionaria, condizionando l’andamento del mese, che viene archiviato con risultati moderatamente negativi.
Niente “rally di Natale” per le borse USA, che risentono dell’andamento negativo dei titoli del settore dell’intelligenza artificiale ma anche per quello dei metalli preziosi. Nonostante il trend di questi materiali sia orientato al rialzo anche nei prossimi mesi, il prezzo dei metalli preziosi ha subito un brusco stop per effetto dell’innalzamento dei margini richiesti sui contratti futures applicati dal gruppo CME. Poca cosa ad esempio per l’oro, che nel 2025 registra una crescita annua di oltre il 67%.
Più ottimismo invece in Eurozona dove, ad esempio, l’azionario italiano “brinda” un anno da record, trainato dal comparto bancario e da quello difensivo.
In ogni caso, l’andamento di dicembre, sia per il comparto obbligazionario sia per quello azionario, ha registrato un risultato sostanzialmente poco mosso, determinando in alcuni casi perdite leggere, con un impatto poco significativo dei risultati annuali dei portafogli sicuramente positivi. Si conclude un anno in ogni caso positivo, nonostante fasi volatili. Si apre ora un nuovo anno ma i temi di attenzione restano gli stessi: politica monetaria, tematiche geopolitiche e commerciali.
DINAMICO
Poco mosso il comparto a maggiore componente azionaria, con un risultato mensile di poco superiore allo zero (+0,05%) mentre il benchmark si colloca su un livello leggermente inferiore (-0,08%). Di conseguenza il risultato complessivo del 2025 cambia poco, con una performance del +8,83% da inizio anno, superiore a quella del benchmark (+8,25%).
PRUDENTE
Performance simile a quella del comparto Dinamico, con un risultato mensile del +0,06%, leggermente migliore a quella del mercato di riferimento (-0,18%). Anche in questo caso il risultato da inizio anno si muove poco rispetto al mese precedente, con una performance del portafoglio pari al +5,60%, migliore rispetto a quella del benchmark, pari al +4,86%.
GARANTITO
Lievemente negativo il dato del comparto Garantito, con un risultato mensile del -0,14% e leggermente inferiore a quello del parametro di riferimento (+0,13%). Da inizio anno resta comunque positivo il risultato del portafoglio, con un dato del +3,12%, che è superiore rispetto a quello del parametro di riferimento (+2,24%).
*I rendimenti indicati nei commenti dei singoli comparti rappresentano dati finanziari lordi.
