Commento ai rendimenti – giugno 2026

Val D'Aosta - Fonemain

Data: 29 Luglio 2026

6 min di lettura

Mese di consolidamento, senza grandi movimenti, con però alcune eccezioni locali non indifferenti. Il settore dell’intelligenza artificiale torna a impensierire i mercati azionari, in particolare i listini tecnologici USA, mentre il mercato del lavoro ancora solido alimenta i timori di una FED più restrittiva. Europa più cauta e più orientata al calo dei prezzi energetici come conseguenza dei risultati positivi dei negoziati tra USA e Iran.

Il mese di giugno.

Dopo la brillante fase dei mesi precedenti, il mese di giugno si presenta invece con un tono più contrastato, caratterizzato da un consolidamento dei risultati precedenti in alcune aree e moderati cali in altre. Non sono mancati episodi di maggiore volatilità, soprattutto nell’area USA. Infatti, sono proprio i titoli tecnologici, con particolare focus sul settore dell’intelligenza artificiale, a determinare movimenti al ribasso, soprattutto all’inizio del mese.

Il settore è stato oggetto di una presa di profitto importante, con una cospicua fase di vendite. Ritornano quindi i timori di un’eccessiva valutazione dei prezzi delle azioni e della sostenibilità degli ingenti investimenti che vengono effettuati dalle società. È bastato poco per scatenare i mercati. Un esempio eloquente è stato Broadcom: ricavi su del 48% (su base annua) vendite di chip legate all’intelligenza artificiale praticamente raddoppiate, utile per azione oltre le attese. Eppure, il big tech non ha alzato l’obiettivo di fatturato a lungo termine connesso all’IA oltre a indicare un aumento della concorrenza.

Risultato? Titolo giù di oltre il 12% in un giorno (4 giugno) e di quasi dell’8% il giorno successivo, capitalizzazione di mercato in ribasso miliardario.  

Questo è solo un esempio di come le aspettative dei mercati sul settore siano particolarmente elevate, forse anche eccessive e basta un minimo segnale, nella marea di dati economici seppur positivi, a determinare un “ritocco” su tali aspettative che però può impattare in maniera significativa. E infatti è stato così e, anche se in maniera discontinua, il settore tecnologico ha subito una fase di maggiore volatilità, trascinando al ribasso i listini a maggiore rilevanza nel settore, come il Nasdaq.

Ad amplificare le perdite ha contribuito anche la tenuta del mercato del lavoro USA. I dati sulla disoccupazione di maggio restano stabili al 4,3% mentre risultano sopra le attese quelli sull’occupazione, che invece mostrano un incremento sia nel settore privato che in quello pubblico. Questo intimorisce i mercati perché potrebbe favorire una fase più restrittiva della FED, tanto che gli investitori considerano ormai certo un rialzo di 25 punti base entro la fine dell’anno.

Anche l’Eurozona ha risentito un po’ dei “malumori” di Wall Street ma ha limitato le perdite di inizio mese, mentre il buon andamento successivo ha permesso di chiudere il mese su livelli in generale positivi. L’UE ha infatti guardato maggiormente all’allentamento delle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente, anche se la tregua resta fragile. In ogni caso, il significativo calo dei prezzi dei beni energetici ha contribuito a un buon andamento dei mercati azionari europei. Con l’ottimismo sui colloqui di pace tra USA e Iran, il greggio ha infatti perso terreno in modo marcato, scendendo dagli oltre 90$/barile di inizio mese fino a toccare a tratti i 75$ intorno alla metà del mese. L’azionario dell’Eurozona si è mosso quindi in maniera diversa rispetto a quella statunitense, mostrando dei risultati di fine mese positivi.

Mista l’area asiatica. Poco mossa la Cina, mentre Tokyo invece non si ferma più, guadagnando oltre il 5% in un mese e chiudendo il primo semestre dell’anno con una performance che supera il 39% in valuta locale. Il perché di questo rally è legato in particolare all’allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, alla forza del settore dell’intelligenza artificiale e all’aumento dei tassi da parte della Banca centrale giapponese, che ora ha portato il livello dei tassi all’1% (ai massimi da oltre 30 anni). Seppur attesa, la mossa è stata letta dagli investitori come un segnale di forza dell’economia giapponese.

Piatta Seul. Il listino nel corso del mese si muove dello 0%. Ma è solo una casualità numerica in quanto i valori dell’indice a fine maggio e a fine giugno sono praticamente identici. Durante il mese è invece successo di tutto, con un livello di volatilità piuttosto imponente. La borsa asiatica è stata condizionata fortemente dalle news finanziarie e macroeconomiche provenienti dagli USA mentre l’evoluzione geopolitica ha fornito maggiore supporto. Inoltre, ha generato forte volatilità la notizia del fatto che l’autorità di vigilanza dei mercati finanziari coreana abbia richiamato alla prudenza rispetto alle forti oscillazioni degli investimenti azionari (ETF) a leva che hanno almeno in parte spinto l’indice della borsa coreana su livelli stratosferici (oltre il 100% da inizio anno).

Sul fronte obbligazionario l’andamento è stato nel complesso positivo. Il principale fattore che ha determinato un buon rialzo dell’asset class è legato al miglioramento delle aspettative di inflazione. L’allentamento delle tensioni geopolitiche nel Medio Oriente e il conseguente calo dei prezzi dei beni energetici ha comportato un ridimensionamento dei timori di inflazione e ciò ha fornito supporto al comparto obbligazionario. Un’inflazione più bassa comporta infatti un rendimento reale più significativo. Inoltre, una parte dei capitali smobilizzati dalla componente azionaria tecnologica è andata a supportare acquisti maggiormente difensivi, con un focus quindi anche sui titoli obbligazionari governativi più sicuri.

Buono anche il supporto alla componente obbligazionaria societaria, con risultati in generale positivi.

La lettura del mercato obbligazionario è stata quindi più prudente, anche in merito alle possibili mosse delle banche centrali e maggiormente focalizzata sull’evoluzione positiva dell’inflazione, mentre l’azionario ha dato maggior peso alle dinamiche del settore dell’intelligenza artificiale.

DINAMICO

Il portafoglio consegue un risultato mensile di +0,73% mentre il benchmark si posiziona a +0,28%. Da inizio anno si consolida il risultato del portafoglio, con una performance di +8,44%, superiore a quella del benchmark, pari a +7,08%.

PRUDENTE

Moderatamente positivo il comparto Prudente, con una performance mensile di +0,78% e superiore a quella del benchmark (+0,37%). La maggiore esposizione sulla componente obbligazionaria rispetto al portafoglio Dinamico ha permesso un risultato leggermente migliore. Da inizio anno il risultato del portafoglio è pari a +5,23% mentre quello del benchmark si attesta a +4,09%.

GARANTITO

Moderatamente positivo anche il comparto Garantito, con un rendimento di +0,30% mentre il rendimento obbiettivo consegue un risultato mensile di +0,35%. Si consolida il risultato da inizio anno, con una performance del comparto pari a +1,39% mentre il rendimento obbiettivo consegue un risultato di +2,79%.

*I rendimenti indicati nei commenti dei singoli comparti rappresentano dati finanziari lordi.

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Collegio Sindacale

In rappresentanza dei lavoratori:

  • Casola Davide
  • Laurent Katia (Presidente)


In rappresentanza dei datori di lavoro:

  • D’Aquino Luigi
  • Jorioz Laura

Consiglio di Amministrazione e Direttore

Presidente: Francesconi Roberto (in rappresentanza dei datori di lavoro)

Vice Presidente: Albertinelli Claudio (in rappresentanza dei lavoratori)

Consiglieri:

in rappresentanza dei lavoratori:

  • Demé Alessia Rinalda Luisella
  • Mondardini Giorgio
  • Oreiller Corrado


in rappresentanza dei datori di lavoro:

  • Borney Luigina
  • Di Martino Enrico
  • Distilli Stefano


Direttore Generale
: Merighi Luca

Assemblea dei delegati

In rappresentanza dei lavoratori:

 

  • Alleyson Denise
  • Bertolin Cristina
  • Chabod Sonia
  • Cretier Mauro
  • Deme’ Alessia Rinalda Luisella
  • Deme’ Dimitri
  • Gorre’ Maura
  • Grassi Giuseppe
  • Guido Rosita
  • Jacquin Fabio
  • Jeantet Simon
  • Marcoz Patrizia
  • Marrari Giuseppe
  • Mombelli Massimiliano
  • Mondet Franco
  • Pasqualotto Chiara
  • Pesavento Alessandro
  • Pramotton Carla
  • Ruggieri Giuseppe
  • Vuillermoz Alessandro Rene’

In rappresentanza dei datori di lavoro:

 

  • Addiego Monica
  • Apparenza Claudio
  • Borney Luigina
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  • De Fabritiis Giorgia
  • Di Martino Enrico
  • Dominidiato Graziano
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