Settembre 2019

I mercati finanziari rallentano la marcia e passano ad una “eccezionale” normalità.
Le questioni geopolitiche e i dati macroeconomici sotto le attese danno vita a “un tiro alla fune” tra ottimismo e pessimismo che porta i fondi pensione a concludere il mese con rendimenti che, pur positivi, rientrano in una sorta di “normalità” di cui si erano perse le tracce nei periodi primaverili ed estivi.

I mercati finanziari rimangono quasi indifferenti di fronte all’introduzione della una nuova storica fase di Quantative Easing della BCE; gli operatori, infatti, avevano già incluso nelle valutazioni di agosto i rialzi a fronte del sempre più probabile annuncio di Draghi di una nuova politica espansiva che potesse sostenere lo sviluppo dell’economia (ancora a singhiozzo) e un’inflazione ancora lontana dal target.

Nel contesto europeo, i dati macroeconomici continuano a non essere promettenti, soprattutto per quanto riguarda il settore manifatturiero i cui indicatori risultano in calo; tali segni di continua contrazione evidenziano un rallentamento prossimo alla stagnazione: il peggioramento delle performance economiche dei principali Paesi del Vecchio Continente, come la Germania, riflette una ampia e diffusa criticità.

Negli USA la situazione non è di gran lungo più rosea: da un lato le continue contrattazioni con la Cina che sembrano non raggiungere un punto di risoluzione, dall’altro gli indicatori economici negativi che vengono compensati dai positivi dati sull’occupazione: quest’ultimi in crescita delineano una condizione ancora lontana dalla recessione. Come atteso già dai mesi precedenti, a metà settembre anche la FED rilancia la propria politica monetaria espansiva attraverso una nuova riduzione dei tassi per sostenere l’economia statunitense.

L’ultimo trimestre dell’anno si preannuncia denso di aspettative e ricco di incognite; già ottobre, con la pubblicazione delle trimestrali societarie, potrebbe essere indicatore di quale sarà la conclusione di quest’anno eccezionale.

Vediamo il rendimento di ciascun comparto nel mese di settembre:

DINAMICO: superata la soglia del +12% (+12,01% il rendimento del comparto contro +11,44% quello del benchmark), nel mese +0,82%. Il buon risultato del Dinamico è dovuto principalmente alle performance positive dell’investimento azionario nel mese: la scelta di sovrappesare leggermente questa tipologia di investimento a discapito dell’obbligazionario (effetto allocazione) e la scelta di investire in alcuni settori e titoli (effetto selezione) effettuata dai gestori che operano in questo comparto, ha permesso di beneficiare di questa maggiore profittabilità.

PRUDENTE: il Prudente raggiunge un risultato bene oltre le aspettative e gli obiettivi prefissati ottenendo una performance da inizio anno pari a +9,23% (+8,73% benchmark). Nonostante l’andamento dei titoli obbligazionari che offre poche opportunità di rendimento, il comparto, composto mediamente per il 75% da questa asset class, cresce con il +0,25% nel mese. Un valore che, a prima vista, potrebbe risultare persino deludente visto le performance dei mesi passati ma che, in realtà, ci riporta ad una più adeguata “normalità”.

GARANTITO: la performance risulta stazionaria a +2,17% da inizio anno (+1,53% benchmark), -0,02% nel mese. Un risultato sopra le attese per gli iscritti al comparto che sanno di poter contare, in ogni caso, su una garanzia di restituzione del capitale. Un elemento, questo della garanzia, su cui gli aderenti potranno contare anche nei prossimi anni e che mette al riparo la posizione da eventuali minusvalenze, elemento non secondario visto che il Garantito investe il 95% in titoli obbligazionari (che attualmente offrono rendimenti a scadenza negativi).

 

 

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