Maggio 2020

Prosegue anche a maggio la risalita dei mercati finanziari dai minimi di marzo. E’ dunque decisamente positiva la connotazione del mese, contrariamente agli ultimi due anni. Il medio lungo termine, tuttavia, impone cautela, con i dati macroeconomici e le dinamiche sanitarie che restano sotto osservazione.

A soli 60 giorni dal mese peggiore per la finanza previdenziale, i Comparti del Fondo si trovano in una situazione decisamente più rassicurante. In due mesi, la gestione finanziaria del Fondo pensione regionale ha quasi neutralizzato, almeno in larga parte, il crollo registrato a marzo nell’ambito dei prodotti di risparmio gestito.

L’intervento delle banche centrali e degli stati a sostegno dell’economia, che ha contraddistinto questo periodo, si è rivelato efficace nell’avviare una rapida ripresa di cui hanno beneficiato tutti i comparti del Fondo, merito anche della diversificazione che contraddistingue la gestione dei comparti.

Negli ultimi due anni il mese di maggio ha rappresentato un momento negativo per gli investitori, caratterizzandosi per il riapparire della volatilità e per la flessione nel valore dei principali strumenti finanziari: nel 2018 lo scenario politico italiano incerto innescò la risalita dello spread fino a quasi 300 basis point; l’effetto per il risparmiatore fu la riduzione del valore dei portafogli obbligazionari, senza contare il parallelo potenziale effetto sul costo (per lo stato italiano) del debito pubblico. Lo scorso anno, poi, gli asset azionari avevano realizzato risultati negativi a causa della guerra commerciale USA-Cina e delle dinamiche europee su Brexit ed elezioni politiche comunitarie.

Quest’anno, invece, maggio è un mese di positivo consolidamento: la tendenza al rialzo, che ha contraddistinto gli indici di borsa fin dalla fine marzo, prosegue inalterata e sconta già uno scenario di ripresa “a V”, dopo il blocco causato dalla pandemia. Come dicevamo, il principale motivo della ripresa va peraltro ricercato nelle misure epocali predisposte dalle banche centrali e dagli stati, non ultimo il nuovo strumento della Commissione Europea “Next Generation EU”, che prevede l’istituzione di un recovery fund.

Il contesto generale è, dunque, di diffuso ottimismo e, in questo scenario all’apparenza maggiormente favorevole, FONDEMAIN si appresta a dare attuazione al documento sulla politica di investimento. Infatti, dal 1° luglio vi sarà la modifica dei benchmark dei comparti Prudente e Dinamico in ottica di ampliamento delle opportunità di investimento.

In questo scenario, peraltro ancora molto complesso, confidiamo che possa emergere con ancor maggior evidenza il potenziale di FONDEMAIN, fatto di diversificazione, protezione e servizio.

Scendiamo ora nel dettaglio, commentando il rendimento di ciascun comparto:

DINAMICO: l’incessante avanzata dei mercati azionari influisce positivamente sul rendimento del mese, che si attesta a +1,62%. Ne consegue un netto miglioramento la performance da inizio anno: -1,49% (benchmark -1,23%) contro il -7,07% di fine marzo. La velocità di recupero delle principali borse non ci deve indurre all’eccessivo ottimismo. Serve cautela: vi sono, infatti, ancora molte incognite che potrebbero condizionare i mercati nei prossimi mesi: dall’ipotetica “seconda ondata” di contagi, all’inasprimento delle tensioni geopolitiche e ai reali effetti economici su consumi e produzione dei diversi Paesi.

PRUDENTE: altro mese positivo per il comparto dedicato ai lavoratori a cui manchino tra i 2 e i 16 anni alla pensione. Maggio si chiude infatti con +0,62%, così che il rendimento da inizio anno (-0,57%; benchmark -0,96%) si approssima ormai alla “soglia di parità”. E’ dunque corposo il recupero rispetto ai valori di fine marzo: merito della performance positiva dei titoli di natura azionaria presenti in portafoglio, spinti al rialzo soprattutto grazie alle politiche di sostegno dell’economia messe in atto dalle banche centrali e dagli stati.

GARANTITO: seppur con maggiore gradualità rispetto agli altri comparti, anche il Garantito sta risalendo rispetto ai minimi di fine marzo innescati, come sappiamo, dalla crisi Coronavirus e dal conseguente aumento degli spread. Il rendimento nel mese è pari a +0,35%; -1,04% (benchmark +0,50%) la performance da inizio anno. Il comparto, nel quale prevale la componente obbligazionaria, ha beneficiato delle notizie relative al sostegno pianificato dai policy maker europei con la costituzione del Recovery Fund. Più modesto il contributo derivante dai mercati azionari, dato che le azioni pesano nel Garantito soltanto per 2% rispetto al totale delle risorse gestite.

 

 

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